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Il rent to buy è una formula immobiliare sempre più diffusa anche in Italia, pensata per chi desidera acquistare casa ma non è ancora nelle condizioni di farlo subito. In questo articolo di Alleare spieghiamo in modo semplice e completo cos’è il rent to buy, come funziona, quali sono i vantaggi e quando può essere davvero la scelta giusta.
Il mercato dei mutui sta attraversando una fase di profonda trasformazione, spinta dall’innovazione tecnologica e dal cambiamento delle abitudini dei consumatori. Nei prossimi anni i mutui digitali sono destinati a conquistare una fetta sempre più ampia del credito immobiliare, fino a rappresentare circa un quarto del totale entro il 2029. Un’evoluzione che segna un passaggio decisivo verso un modello di finanziamento più rapido, accessibile e trasparente.
Negli ultimi anni l’accesso alla casa è diventato una delle principali criticità in molte città europee. L’aumento dei prezzi degli immobili e dei canoni di locazione ha reso sempre più difficile per famiglie, giovani e lavoratori trovare soluzioni abitative sostenibili. In questo contesto si inserisce il nuovo piano europeo per la casa, pensato per affrontare in modo strutturale l’emergenza abitativa e il caro affitti.
Il debito immobiliare detenuto dalle banche europee è diminuito di 74 miliardi. Un dato che segnala un rallentamento dell’esposizione bancaria verso il settore, favorito sia dall’allentamento delle condizioni finanziarie sia da un ritorno di interesse da parte dei soggetti non bancari.
L’OMI ha aggiornato le modalità di consultazione delle quotazioni immobiliari, rendendo il sistema più intuitivo e dettagliato. La nuova procedura permette di accedere con maggiore facilità ai valori reali del mercato, suddivisi per zona, microzona e tipologia di immobile. Questo aggiornamento rappresenta un passo avanti per chi desidera ottenere una valutazione accurata del proprio patrimonio.
Secondo le ultime analisi del mercato immobiliare, circa il 24% degli acquirenti dichiara una disponibilità di spesa fino a 119.000 €. È un dato che racconta quanto, nonostante l’inflazione e le pressioni sui tassi, una parte significativa della domanda resti concentrata su immobili economici o di piccola metratura.
La dichiarazione IMU per il 2025 non è obbligatoria per tutti i proprietari, ma solo per specifici casi. Tra gli immobili interessati ci sono quelli che nel 2024 hanno usufruito di agevolazioni o esenzioni (ad esempio fabbricati inagibili, di interesse storico-artistico, concessi in comodato), quelli che hanno subito variazioni rilevanti (come cambio di destinazione d’uso, fusione, frazionamento, passaggio di proprietà) oppure quelli per cui il Comune non dispone delle informazioni necessarie per verificare il corretto calcolo e pagamento dell’imposta.
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