Il mercato delle aste giudiziarie immobiliari ha registrato una significativa flessione nei primi sei mesi del 2025, con un calo generalizzato del numero di procedure e del valore complessivo degli immobili posti in vendita. Una dinamica che riflette cambiamenti strutturali e una nuova fase del mercato.
Meno aste e importi complessivi più contenuti
Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, il numero delle aste si è ridotto di oltre il 15 per cento, scendendo sotto le 60.000 unità a livello nazionale. Anche il valore complessivo delle basi d’asta ha subito un ridimensionamento, passando da oltre 11 miliardi a meno di 10.
Aree residenziali e commerciali in flessione
Le aste relative agli immobili residenziali, che rappresentano la parte più rilevante del mercato, sono diminuite in modo marcato. Anche il comparto commerciale ha visto una contrazione, in particolare per quanto riguarda locali, negozi e uffici, dove il calo ha interessato sia il numero di procedure che i valori offerti.
Aste online più resilienti
Le modalità telematiche di vendita si confermano le più stabili. Le aste svolte completamente online hanno evidenziato una tenuta migliore rispetto a quelle tradizionali o ibride, segno che la digitalizzazione sta consolidando la sua presenza anche in questo ambito del mercato immobiliare.
Dinamiche territoriali e città con più aste
L’andamento non è stato uniforme in tutte le regioni. Le aree con il maggior numero di aste restano Lombardia, Lazio e Sicilia. Tra le città, Roma, Milano e Napoli guidano la classifica per numero di immobili coinvolti. Alcuni centri medi si segnalano per un’elevata incidenza di procedure rispetto alla popolazione.
Un mercato in trasformazione
Il calo delle aste può essere letto come effetto di una maggiore efficienza nelle fasi pre-giudiziarie, con un ricorso più frequente a soluzioni stragiudiziali. La minore pressione sulle esecuzioni rappresenta un segnale di stabilizzazione, ma richiede attenzione da parte di operatori e investitori.